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Balkan Rock al Barattolo

April 19th, 2010 No comments

idoliMi è capitato poche volte di mettere la musica yu-rock dal vivo, durante qualche festa o concerto. Non essendo un dj, in quelle rare occasioni ho sempre fatto dei frullati piuttosto bizzarri in cui mischiavo, con poco criterio, il vecchio e il nuovo, l’elettronica e il rock. Mi incuriosisce comunque vedere le reazioni, dal momento che la maggioranza degli ascoltatori di solito si aspetta qualcosa di molto “balcanico”, alla Bregovic o Gogol Bordello, per intenderci. Penso che questi esempi non rispecchino bene quello che era il rock jugoslavo, cristallizzando l’idea di un variegato scenario musicale, ad un immagine  esclusivamente folkloristica dei rural-rockers di un paese immaginario. Non per affermare che non ci sono queste contaminazioni, a volte volutamente kitsch e grottesche come nel caso di Rambo Amadeus, in altri casi più prossime alla world music dei Leb i Sol, ma perché sono esistite molte altre sonorità e correnti, originali o meno, ma che si scostavano da qualsiasi eredità tradizionale.

Qualche sera, durante un’aperitivo, ho messo la musica al centro sociale Barattolo e con sorpresa l’unica richiesta di delucidazioni su un gruppo mi è arrivata da un ragazzo che ha sentito “Odbrana” degli Idoli, pezzo  new wave del 1982,  dalle tinte synth-pop e ritmo in levare. Nulla a che fare con il sound orientaleggiante e cacciarone di cui parlavo prima, se non per il concetto e l’estetica dell’album, che utilizza in chiave pop alcune immagini dell’arte religiosa bizzantina. Ecco il brano:

http://www.youtube.com/watch?v=w4ATm2uXWcA

Elektricni Orgazam

March 17th, 2010 7 comments

Recentemente la RTS (radio televisione serbia) ha trasmesso un documentario a più puntate sulla “new wave” jugoslava, all’interno di un programma che si chiama “Robna Kuca”. E’ tempo di retrospettive anche da quelle parti. Il cosiddetto “novi talas” in effetti ha avuto  un significato enorme nella ex Jugoslavia, forse più che altrove dove si erano già sperimentate le controculture a partire dalla fine degli anni sessanta. Il fatto che la scomparsa del “grande capo” nel 1980, coincide con le prime uscite per le case discografiche di stato come Jugoton dei dischi più significativi dell’epoca, esercita un effetto “shock” sull’immaginario comune. E’ un’ottima cosa che la principale emittente del paese trasmette dei documentari del genere. Dopo averlo visto mi sono riascoltato il secondo album degli Elektricni Orgazam, “Lisce prekriva Lisabon” (1982) (Le foglie ricoprono Lisbona, ndr.)

Ecco un brano:

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