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Adijo Tusta

October 29th, 2012 No comments

La scomparsa di Branko Črnac – Tusta, la voce dei Kud Idijoti, è stato un colpo duro per tutti i rockettari da Triglav* a Vardar**. Il cantante del gruppo punk istriano, il più popolare delle sei repubbliche ex jugoslave. Centinaia sono i commenti comparsi sotto ogni notizia che ne parlava. Avevano un che di particolare, di popular, che li faceva sentire vicini al pubblico. Tusta soprattutto, sapeva farti capire che è uno di noi. Antifascista dichiarato, attivista sindacale nell’azienda metal-meccanica dove lavorava, nipote dei poveri carbonai istriani. Con quella sua aria da indiano, corpulento, con gli occhi leggermente a mandorla e i capelli lunghi, sembrava Toro Seduto. Il saggio vox populi che non ne diceva mai una di troppo, dicono. Quando allargava le braccia sembrava abbracciasse il pubblico intero. Gli ultimi saluti e le parole d’affetto arrivano allo stesso modo da Pola, Zagabria, Belgrado, Novi Sad, fino all’ultimo buco del culo dell’ultimo mini-stato post-jugoslavo dove i Kud Idijoti e la voce di Tusta hanno cambiato la vita a qualcuno, facendolo sentire meno solo, “je bija  fašizam je“.***

Ascolto la sua voce da quando avevo 13 anni. Mi duplicò le cassette dei Kud Idijoti una mia cugina di Sarajevo. Nella cittadina turistica sulla costa montenegrina in cui vivevo non si poteva trovare niente del genere. Le cassette si duplicavano decine di volte fino ad arrivare alla qualità del suono simile ad una stazione radio ad onde corte. Quando sentì “Necu da radim za dolare” rimasi folgorato. Era il 1990. Dopo, negli anni novanta, mi facevo spedire le loro cassette dagli amici in Italia. La voce di Tusta aveva qualcosa di amichevole. Raccontava delle storie che ti davano l’impressione di averle sentite di persona in qualche osteria istriana dove si raduna la gente un po’ strana – ubriaconi, anarcoidi, frichettoni e poeti falliti. Trasmettevano lo spirito di Pola in qualche modo. Pola negli anni novanta era diversa dal resto della Croazia. Se mai dovessi andarci  avrò l’impressione di non essere lì per la prima volta. Grazie a Tusta. Grazie ai Kud Idijoti.

*Triglav, la montagna più alta della Slovenia, **Vardar, il fiume macedone, in una canzone popolare il punto più settentrionale e il punto più meridionale della ex Jugoslavia.

***Da “Božina” cioè la canzone di Božo dei Kud Idijoti, sul racconto di un anziano di Pola che ricorda i tempi del fascismo e dell’occupazione facendo dei parallelismi con la Croazia degli anni Novanta.

V.A. Novi Val (in seguito alla seconda puntata su Retrophobic)

February 7th, 2012 No comments

In seguito alla seconda puntata dello speciale dedicato al punk e alla new wave jugoslava di fine anni settanta inizio ottanta, scritta per Retrophobic webmagazine, ecco una breve compilation con i gruppi menzionati nell’articolo. Per chi è interessato all’argomento può avere un riferimento immediato per calarsi nell’atmosfera e nelle sonorità del periodo senza le lunghe ricerche. Tenterò di proporne una per ciascun articolo scritto. In questa compilation compaiono Prljavo Kazaliste, Azra, Haustor, Film, Paraf, Termiti, Mrtvi Kanal, Satan Panonski, Kud Idijoti.

V.A. Cro Novi Val ’80