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Archive for December, 2009

Azra

December 28th, 2009 No comments

Azra Oggi pomeriggio ero su last.fm e me ne sono accorto, ascoltando un pezzo degli Azra, che manca la descrizione di questa mitica band ex jugoslava. Chi ha usato il social network musicale ha presente le funzioni interattive che offre, e tra questi la possibilità di scrivere commenti, recensioni o biografie dei gruppi meno conosciuti senza una scheda completa. Ecco cosa ho scrito a proposito degli Azra, di cui da qualche parte su questo blog avrò già parlato qualche volta.

“Uno dei gruppi più amati nella ex Jugoslavia, nati a cavallo tra gli anni ‘70 e ‘80. Facevano un curioso mix di rock e new wave con le assonanze folk della tradizione balcanica. Il loro leader Branimir J. Stulic era un compositore prolisso, abile nel dire tanto con poco, nel colpire l’immaginario e le aspettative dei giovani di quegli anni e di quel paese in particolare. Non mancavano testi di natura satirica e qualche problema con la censura. Spiegare la poesia degli Azra in poche righe è difficile e per questo posso rimandarvi ad una ricerca in rete, dove si può trovare qualcosa di più esteso anche in lingua inglese. Stulic è un personaggio eccentrico, ma sicuramente rimasto sempre coerente con la sua idea della musica, della politica e di quello che fu o che poteva essere l’ex Jugoslavia. All’inizio della guerra civile abbandono il paese che non riconosceva più come proprio e si trasferì in Olanda. Non tornò mai più malgrado le numerose richieste di reunion, sia da parte dei fan che da parte delle case discografiche. Ora fa l’allenatore di calcio in una squadra minore di qualche paesino olandese vicino ad Utrecht. Scrive e si interessa di letteratura classica, suona ogni tanto e molto, ma molto raramente concede le interviste. A distanza di decenni sono convinto che se dovesse fare un concerto con la vecchia line-up si troverebbe centomila persone che conoscono le canzoni a memoria e le cantano a squarciagola, il fatto è che non lo farà mai – giustamente, si sgretolerebbe la sua figura ieratica da profeta rock’n’roll di un paese che non esiste più (…)”

Belgrado-Sarajevo

December 25th, 2009 No comments

Voz Beograd - SarajevoE’ di un paio di settimane fa la notizia sul ripristino della linea ferroviaria Belgrado-Sarajevo. Per quanto abbia avuto un’eco modesta, è sicuramente un fatto storico. O forse no? Se non è un fatto storico è senza dubbio una svolta nella percezione da ambedue i lati, un altro muro che cade, un nodo che si scioglie nelle mappe mentali della gente, una svolta psico-geografica. Per 19 anni sono state due città che non esistevano l’una per l’altra, e una volta cessati i conflitti armati è rimasta la paura, la diffidenza, i rancori, il vuoto. Certo non si può celebrare la rinascita del mito di Unità e Fratellanza, dato che sulla prima corsa c’erano pochi passeggeri di cui la metà erano turisti stranieri, ma il fatto che un 19enne cresciuto nella “balcanizzazione” potrà prendere il treno e andare a farsi il Capo d’Anno a Sarajevo è molto significativo.

Nelle interviste che ho sentito si distinguono l’entusiasmo e la nostalgia da un lato, e la forzata indifferenza dall’altro e questo, è  dimostrattivo del fatto che la cosa viene vissuta con una certa carica emotiva. Per quanto riguarda gli scettici” o gli “indifferenti” quando si parla delle aperture verso “l’altro”, non si può non considerare che una posizione del genere sia una diffesa inconscia verso l’idea scottante che ci si avvia di nuovo verso uno spazio unificato, completamente diverso da com’era nel passato, ma che impone di nuovo il fatto che le persone, le merci, i capitali (quindi anche la cultura) devono fluire liberamente tra le diverse repubbliche. Un’idea naturalmente che nella concezione comune fa sprofondare nel nonsense più totale le motivazioni etno-politiche, ideologiche e religiose della guerra civile. Rimette in discussione molte cose.

Una volta era la linea ferroviaria più veloce del paese, in particolare fu potenziata in occasione delle Olimpiadi del 1984, ma purtroppo oggi ci mette più tempo che trent’anni fa, date le condizioni precarie dell’infrastruttura, rappezzata alla meno peggio. Comunque sia non si può che salutare positivamente questo evento. Il costo del biglietto è di 21 euro andata e ritorno, il treno parte alle 8.15 da Belgrado per arrivare (teoricamente) verso le 17 a Sarajevo.

Guarda il servizio di Al Jazeera