Home > Cinema, Storie > “Izbrisani”: i cancellati

“Izbrisani”: i cancellati

Immaginate di svegliarvi un giorno e scoprire che non esistete più. E’ quello che è successo 26 febbraio 1992 a 18.305 persone in Slovenia, cancellati dall’anagrafe, dalle istituzioni, esclusi per sempre dalla vita pubblica, semplicemente clandestinizzati. In seguito alla secessione dell’anno prima, il governo sloveno decise di “cancellare” tutti coloro che non avessero richiesto la cittadinanza slovena: chi perchè temporeggiava sperando che la situazione cambiasse, chi perchè non riconosceva la secessione o credeva giustamente di poter vivere in un paese con un’altra cittadinanza, chi, come molti anziani, che banalmente non erano informati e non sapevano bene come fare. Fu la pulizia etnica in versione slovena. Molti tra questi erano sloveni “puri”, non solo famiglie miste o appartenenti ad altre nazionalità ex-jugoslave. Migliaia di persone persero il lavoro, i bambini appartenenti alle famiglie dei “cancellati” furono rispediti a casa dalle scuole, vennero ritirate le patenti, le tessere sanitarie, furono bloccate le pensioni, i sussidi, i conti bancari. Molti scaparno, alcuni si sucidarano, altri hanno continuato a vivere in un incubo kafkiano, additati dai politici come traditori e soggetti pericolosi. Dopo anni di più nera segregazione queste persone hanno iniziato ad autorganizzarsi in comitati per riprendersi il diritto di esistere, sostenuti da associazioni e collettivi, riuscendo alla fine a portare la questione al Parlamento Europeo. Nel 2007 esce un documentario di Drazen Peric che testimonia la carovana dei “cancellati” da Ljubljana a Bruxelles, intitolato “Karavan Izbrisanih” (La carovana dei cancellati). Un altro documentario su questa pagina vergognosa, ma meno conosciuta dello scempio jugoslavo, è “Rubbed out” di Dimitar Anakiev, uno dei “cancellati”. Anche se la violazione dei diritti umani è stata riconosciuta dall’Amnesty International e dalla Commissario per i diritti umani dell’EU, e nonostante numerosi interventi e azioni per porre termine alla clandestinità e all’oblio, lo stato sloveno non ha ancora riconosciuto i diritti di cittadinanza a queste persone e anzi ha pensato bene di arrestare il loro portavoce in seguito alla carovana dell’anno scorso (…)
Categories: Cinema, Storie Tags:
  1. October 29th, 2008 at 12:39 | #1

    Lep članak o ovoj temi koja se tiče Balkana uopšte. IZBRISANI postoje i u Hrvatskoj i u šiptariji, svuda gde su Srbi proterani.

  2. October 29th, 2008 at 12:38 | #2

    Lep članak o ovoj temi koja se tiče Balkana uopšte. IZBRISANI postoje i u Hrvatskoj i u šiptariji, svuda gde su Srbi proterani.

  3. October 21st, 2008 at 10:21 | #3

    il tipo l’hanno rilasciato poco dopo, era una cosa intimidatoria…

  4. Nina
    October 20th, 2008 at 15:39 | #4

    Allucinante. Un altro fatto riguardante i conflitti balcanici degli anni Novanta di cui non sapevamo niente. Spero che a Bruxelles faranno qualcosa per i diritti lesi di queste persone e che il portavoce della carovana non rimarrà in carcere a lungo.

  1. No trackbacks yet.