Prshuta Rec.

Prshuta Rec. è probabilmente la prima netlabel montenegrina che pubblica la musica sotto le licenze Creative Commons. Mentre nelle altre repubbliche ex jugoslave si moltiplicano piccole etichette indipendenti, netlabels e autoproduzioni di vario genere, in Montenegro la ripresa del fermento "underground" si è attardata o ha faticato ad attecchire. Forse questo progetto segnerà un'inversione di tendenza. Fondato da pochi individui, alcuni Dj a tempo perso e appassionati di musica elettronica, ma non solo; già tra le prime 4 uscite di Prshuta Rec. si trova un po' di tutto: italo-disco, hip-hop, alternative rock, tecno-trance, e non mancheranno deviazioni verso punk, noiz e experimental. Tutto molto casereccio e con una predisposizione per gusti "weird". Si prospettano cose interessanti se la cosa avrà continuità. Naturalmente il tutto liberamente scaricabile da questa pagina.

 

Terremoto - Montenegro 1979

Domenica mattina alle 7,20 del 15 aprile 1979 un terremoto della potenza di 9° gradi della scala Mercalli ha colpito Montenegro e marginalmente Erzegovina, Croazia e Albania. Sono stati distrutti 250 insediamenti (tra paesi, città e villaggi), lasciandosi dietro 80.000 sfollati, 10.000 disoccupati, 101 morti e 1.700 feriti. Le vittime erano principalmente i più deboli: gli anziani, i bambini e gli inermi. L'epicentro del terremoto era nel mare tra Budva e Ulcinj a 17 km sotto la superficie, provocando onde anomale che hanno aggravato i danni lungo la costa. L'impatto era talmente violento da aprire le brecce nelle collone e alterare o far sparire i piccoli corsi d'acqua. L'intensità del terremoto vicino all'epicentro risultava essere 7,5° della scala Richter. Ha colpito in maniera più devastante le città costiere, in una fascia lunga 80 km e larga 15 km. Dopo la scossa principale sono state registrate 8.000 scosse minori, mentre più di un mese dopo, 24 maggio 1979 si è ripetuta un'altra scossa potente quanto la prima, provocando ulteriori danni al paese. I danni materiali erano enormi, ammontavano a circa 4,5 volte il PIL del Montenegro di quell'anno. In particolar modo furono danneggiati i monumenti storici, circa 1.642 tra chiese, castelli, palazzi antichi e muraglie, di cui 444 erano distrutti per sempre. Andarono perse icone, libri, pergamente, quadri, archivi e testimonianze etnografiche. L'economia fu in ginocchio, le principali attività produttive del paese danneggiate gravemente, le principali infrastrutture furono completamente impraticabili. Al momento del terremoto erano presenti sul territorio colpito un migliaio di turisti inglesi, francesi, russi, norvegesi, italiani e tedeschi. Incredibilmente non ci furono vittime tra loro. Fu immediatamente mobilitato l'esercito, la difesa terrotoriale e la protezione civile. La macchina organizzativa dei soccorsi funzionò discretamente e gli aiuti dalle altre repubbliche della federazione arrivarono a breve, sicchè nei periodi più "caldi" atterravano 40 aerei al giorno negli aeroporti di Tivat, Podgorica e Dubrovnik. Un ruolo importante giocarono anche la Croce Rossa, La Mezza Luna Rossa, le agenzie dell'ONU e associazioni umanitarie di vario genere. Se gli interventi dell'immediato dopo-terremoto funzionarono, la ricostruzione fu lunga e parziale mano mano che avanzava la crisi finanziaria nella Federazione: il crescente debito estero negli anni '80, la conseguente inflazione, l'aumento della corruzione e le prime privatizzazioni si lasciarono dietro molti ruderi materiali e simbolici.
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Serbia '99

Anti-nato reggae from serbia, with a leading vocal from sudan...Fc Apatride Utd

Jugoslavia: la memoria al cinema

Cinema JugoslavoArticolo interessante sul cinema jugoslavo trovato su osservatoriobalcani.org

Il cinema, come strumento fondamentale per mantenere viva la memoria della Lotta di Liberazione da cui era sorta la Nuova Jugoslavia. Dietro all'apparente staticità delle immagini del ''partizanski film'' emergono elementi molto utili a comprendere le vicende di un paese che non c'è più di Marco Abram*
Nella Jugoslavia socialista il quadro della memoria ufficiale rimase statico e nitido per molto tempo, conoscendo le prime incrinature negli anni '60 ma andando realmente in crisi solo nel decennio che precedette la disgregazione dello stato. Per mantenere salda quest'immagine Tito ebbe a disposizione uno strumento che, fino a quel momento, in Jugoslavia non aveva conosciuto un particolare sviluppo: il cinema.
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Cantieri navali Bijela (Montenegro)

BijelaBijela - paesino sulla costa montenegrina, noto solo per un cantiere navale, più o meno in fallimento da decenni in un infinito braccio di ferro tra gli investitori esteri interessati ad acquistarlo - forse si è concluso qualcosa, o forse no - non ho approffondito. "Brodogradiliste Bijela" è uno strano ricetacolo di umanità varia in cui ti accorgi che nella "Montecarlo dell'Adriatico" esiste anche una classe operaia, occultata diligentemente, considerando che non giova all'immagine di un paese  in piena ascesa. I lavoratori godono di fama dei grandi bevitori, soprattutto i veterani dei mercantili transoceanici o i più giovani ancora pronti a mettere a dura prova il proprio fegato. Si lavora tanto e male, si fa anche del astensionismo e del sabotaggio, ma raramente con qualche rivendicazione sindacale e mai quella politica.
Qualche anno fa un giovane operaio allora ventenne, appassionato del hip-hop e della musica elettronica, decide di fare una canzone che si ispira al suo luogo di lavoro, raccontando in prima persona la vita di un "loser" sull'orlo del delirio (tremens?), facendosi chiamare Mazzutto. Perchè questo nome italianeggiante? "Da Mazut": un combustibile industriale derivato di petrolio che viene utilizzato molto sulle navi mercantili; pulire le caldaie che vanno a quella sostanza è un vero e proprio supplizio e te la senti appiccicata addosso per il resto dei tuoi giorni. "Mazzutto" preso bene dal suo nuovo progetto decide anche di girare un video, dove usa come comparse i suoi colleghi di lavoro - facce degne di un film di Fellini o di primo Makavejev. Un video amatoriale e un "one man band" casereccio, ma personalmente mi hanno suscitato l'entusiasmo quelle immagini strampallate e le rime in dialetto delle Bocche di Cattaro che comunque non renderebbero una volta tradotte. Ma ecco il video.
 Kooperacija Sjaj

Zivi i Mrtvi (Vivi e Morti)

Zivi i Mrtvi1993 Bosnia occidentale: un piccolo contingente croato deve attraversare le linee nemiche per raggiungere il grosso delle truppe, dopo essere rimasto isolato. E' composto da riservisti e volontari, uno diverso dall'altro. Situazione tipica della guerra in Bosnia: ordini vaghi, scarsa o nessuna disciplina, il nemico difficilmente individuabile diventa chiunque, chi è più avvezzo alla guerra comanda. Devono attraversare una radura e un vecchio cimitero turco, un luogo avvolto da un alone minaccioso e crudele, luogo dove giacciono conquistatori e conquistati, patrioti e traditori...

1943 Bosnia occidentale: un nuovo comandante viene assegnato ad un drappello dell'esercito collaborazionista degli ustascia, intransigente, invasato e autoritario. Gli uomini combattono una guerra che non sentono propria fino in fondo, qualcuno cede dopo aver saputo della morte dei familiari, qualcuno perchè non è in grado di sparare alla gente inerme e disarmata. Inseguiti dai partigiani si imbattono in un vecchio cimitero turco dove ha luogo un feroce scontro a fuoco...

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VIS Sanjalice

SanjaliceVIS* Sanjalice era la prima band femminile ex-jugoslava. Si è formata nel 1964 e faceva principalmente le cover delle band straniere. Inizialmente erano un gruppo misto, per poi diventare un quartetto femminile. Se era una scelta di emancipazione dietro le spinte femministe di allora, oggi è difficile dirlo, ma a livello dell'immaginario sicuramente ha rappresentato una novità sotto quell'aspetto. Per un periodo hanno avuto il loro momento di gloria ma già nel 1969 si erano sciolte per dedicarsi all'università.

Ascolta VIS Sanjalice - Znam da ces se vratiti

*VIS sta per "Vokalno Instrumentalni Sastav" - complesso vocale-strumentale