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Archive for November, 2008

Dan Republike

November 27th, 2008 No comments

29 novembre 1943 in pieno della guerra fu costituita la repubblica federale socialista jugoslava a Jajce (Bosnia). Quella data per molti anni rimase la principale festività del paese insieme al 1 maggio e 25 maggio (Dan Omladine). Zabranjeno Pusenje ne dedicarono una canzone nel 1987 quando ormai le spinte nazionaliste si fecero forti – tra ironia e anticipata nostalgia – seppur con poche frasi raccontavano il clima che si respirava in un quartiere popolare di Sarajevo in quel periodo.

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Yugoslav Punk 77-82

November 26th, 2008 No comments

Yugoslav Punk – ’77-’82

Considerando gli scarsi ascolti di Balkan Rock (ogni domenica dalle 21 alle 24) su Radio Dissident, e il fatto che i contenuti multimediali su internet vengono fruiti principalmente "on demand", ho deciso di fare delle playlist tematiche che uno può sentirsi quando vuole al di là dello stream domenicale, per conoscere o approffondire rock ex-jugoslavo…

Essendo particolarmente affezionato al genere, propongo per prima i13 gruppi punk jugoslavi in ordine sparso, alcuni leggendari come Pankrti, Sarlo Akrobata o Zabranjeno Pusenje, altri caduti nell’oblio come Mrtvi Kanal e Gola Jaja; tutti a modo loro pionieri del punk tardo real-socialista.

Ecco la PLAYLIST

 

Categories: Balkan Rock, Muzika, Radio Tags:

Srdjan Aleksic e storie dimenticate delle guerre jugoslave

November 21st, 2008 No comments
A Novi Sad in Serbia, dietro le richieste di molte associazioni e ONG, verrà intitolata una via a Srdjan Aleksic. Ma chi è Srdjan Aleksic? Sono in pochi a saperlo anche in Serbia. Srdjan era un soldato della Repubblica Srpska, probabilmente reclutato suo malgrado, considerando il contesto e la situazione bellica, ucciso in mezzo alla strada a Trebinje perchè ha tentato di fermare i suoi quattro commilitoni che volevano sparare al suo amico mussulmano Alen Glavovic. Dopo anni di revisionismo ed esaltazione dei criminali di guerra, finalmente viene riportato alla luce un episodio, come probabilmente ci furono molti, di insubordinazione e del rifiuto di aderire al delirio etno-nazionalista. Un’importante passo per andare verso la resa dei conti con la cultura dominante che ha segnato gli anni novanta post-jugoslavi, per isolarla e finalmente poter chiamare con il loro nome i suoi aderenti, cioè fascisti. Un’iniziativa meritovole, che però bisogna dirlo, viene portata avanti in una delle città più progressiste dei Balcani, il processo di decontaminazione sarà ancora lungo.
Il padre del ragazzo ucciso ha voluto lasciare un epitaffio sulla sua tomba: "Umro je vrseci svoju ljudsku duznost" – E’ morto facendo il proprio dovere di uomo – decostruendo in qualche modo la rettorica militaresca e i modi di dire che contengono quel famoso "è morto da soldato". Invece la dichiarazione dell’avvocato diffensore dei suoi quattro assassini era "Gli sta bene perchè difendeva un balija". Balija era un termine per indicare le truppe mussulmante collaborazioniste durante la Seconda Guerra Mondiale, in seguito diventato semplicemente un’insulto per i mussulmani nel gergo del nazionalismo serbo. 
La notizia ha avuto un discreto eco mediatico, ma nei forum, blog e social networks se ne sta discutendo ancora di più, sicchè ci sono diverse petizioni che propongono di intitolare delle vie a suo nome anche in altre città serbe e bosniache. 
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Yugo

November 18th, 2008 No comments
Dopodomani dagli stabilimenti dell’industria delle automobili Zastava, uscirà l’ultimo esemplare della Yugo, uno dei simboli della ex Jugoslavia. Progettata nel 1978 e poi prodotta nella versione definitiva in collaborazione con la Fiat nel 1981, tuttavia la licenza di vendita viene lasciata alla Zastava poichè il suo design fu considerato ormai superato per il mercato italiano. Soltanto nel 1991 Innocenti commercializzò il modello Koral per un paio d’anni. Sicuramente l’utilitaria più usata ed amata dagli ex jugoslavi: economica, versatile, si prestava alle modifiche più fantasiose. A metà degli anni ottanta sfonda negli USA con 147.000 esemplari: la prima (e l’ultima) macchina socialista venduta sul mercato statunitense! Costava meno di 5000 dollari. La yugo diventa protagonista anche dei film Hollywoodiani: Die Hard 3, The Crow, The Birdcage ecc. Chissà che la rivalutino di nuovo di fronte alla crisi economica e petrolifera.
Ad ogni modo si prepara la grande festa d’addio organizzata dal Yugo Fan Club a Belgrado – e forse non è finita – pare che daranno la licenza di produrlo a qualche industria automobilistica congolese. 
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Filter Jugoslavija

November 11th, 2008 No comments

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Marko Perkovic – Thompson

November 5th, 2008 2 comments
Da anni sento parlare di questo personaggio agghiacciante, un certo Marko Perkovic Thompson, che ancora riesce a riempire gli stadi cantando ed esaltando i crimini nazi-fascisti in Croazia. Una specie di turbo-folk in salsa “ustascia” che si scosta dal melos orientaleggiante e suona più “occidentale”, talvolta persino hard-rock, con i testi non ammiccanti o complici, come spesso accade nel pop-rock nazionalista nelle repubbliche ex jugoslave, ma talmente espliciti da risultare sconcertanti e grotteschi: particolarmente abberrante quello in cui ricorda con nostalgia il campo di concentramento di Jasenovac, evocando i corpi dei serbi sgozzati che galleggiano sul fiume Neretva. Thompson, (il nickname naturalmente deriva dall’omonima arma automatica), ha esordito nel 1991, all’inizio della guerra, sulla compilation “Rock per la Croazia“, proprio nel periodo in cui si era arruolato come volontario. Con gli anni è diventato l’ariete della propaganda nazionalista croata, sostenuto e sponsorizzato dalla principale major del paese Croatia Records, dalla Radio-televisione croata, dalla destra di Tudjman, dalla chiesa, dalle istituzioni ed enti locali che facevano buona ogni occasione per ospitarlo. Dopo anni di silenzio o di sporadici divieti per i suoi concerti soltanto all’estero, dove spopola tra la diaspora croata – probabilmente la parte più reazionaria del paese – finalmente qualcosa si sta muovendo per porre fine a questi retaggi nazi-fascisti, e per la prima volta in Croazia nella città istriana di Umag, viene chiesta la sospensione del concerto di Thompson. I media orientati a sinistra o almeno non di destra, hanno iniziato a fare le inchieste sul ruolo di questo fenomeno, seppur timidamente, dennunciando le operazioni per lo sdoganamento del fascismo, razzismo e fondamentalismo cattolico portate avanti negli ultimi 15-20 anni. Fin qui magari niente di nuovo sotto il sole, ma per rendersene conto bisogna vedere le immagini di un suo concerto, gremite di svastiche, celtiche, saluti romani, bandiere nere, croci, immagini di Ante Pavelic e altri criminali nazisti. Per dare un’idea: immaginatevi un concerto del defunto Massimo Morsello allo stadio di San Siro, come se ci fosse Vasco Rossi! Nulla di equivalente a Thompson si può trovare in nessun’altra repubblica post-jugoslava, malgrado turbofolk, rock nazionalista e tutto il resto. Si spera che le nuove generazioni sapranno rifiutare con maggiore determinazione questi escrementi culturali che insozzano Croazia da troppo tempo.
Per chi fosse iscritto a Facebook può trovare il gruppo “Zaustavimo Marka Perkovica Thomposna” (Fermiamo Marko Perkovic Thompson)…
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