Makavejev
Finalmente mi sono deciso di vedere qualcosa di Dusan Makavejev, straordinario regista jugoslavo, dissidente, beffardo, critico del real-socialismo (da sinistra), autore di un film biografico su Wilhelm Reich. Ho deciso di partire in ordine cronologico, vedendo "Covijek nije tica" (L'uomo non è un uccello) del 1965, un dramma sentimentale ambientato in una devastante cittadina metallurgica. Girato a Bor in Serbia, effettivamente un centro minerario importante tutt'oggi. Ovviamente la trama è un pretesto per dare uno sguardo critico sull'industrializzazione forzata della jugoslavia socialista, sulla condizione degli operai e sui mutamenti antropologici di una società rurale diventata industriale in pochi decenni.
Somos Todos Walter!
"Walter difende Sarajevo" è uno dei quattro lungometraggi di Hajrudin Krvavac, in seguito diventato un serial. E' un regista che, come tanti, si occupava esclusivamente della Resistenza jugoslava, ma con la peculiarità che i suoi erano dei veri e propri film d'azione a basso contenuto ideologico e molti colpi di scena. Walter è il leader di un battaglione di partigiani specializzato in guerriglia urbana che agisce principalmente a Sarajevo e conduce azioni eclatanti distruggendo gli arsenali tedeschi senza mai farsi beccare portando all'esasperazione i nazisti.
Welcome Mr. President
Gori Vatra (Arde il fuoco) tradotto più banalmente Welcome Mr. President è una straordinaria tragi-comedia post bellica come solo il cinema bosniaco riesce a partorire. Arrivo un po' in ritardo a parlare di questo film uscito ormai 4 anni fa ma che va assolutamente visto per chi si interessa di "questioni" balcaniche. Traduco e commento dal sito ufficiale del film:
"Invisible Nation"
Credo
che un po' ovunque in giro per il mondo, o almeno nella vecchia
Europa, negli ultimi anni ci sia il desiderio da parte di molti di recuperare la memoria di ciò che fu
la genesi delle controculture nei propri territori. Sui beatniks,
sugli hippies e sul movimento punk nelle grandi metropoli si è
scritto molto, tuttavia c'è ancora molto da scoprire sulle
situazioni cosiddette minori, particolari o di provenienza
periferica. Situazioni in cui la presenza di una "scena"
underground, di qualche fanzine o di un concerto scandalo ha
significato molto, influenzando fortemente l'immaginario delle
prossime generazioni, stimolandole ad uscire dal conformismo della
cultura di massa. (Continua)
"Sretno Dijete"
"Sretno dijete" di Igor Mirkovic è un documentario sulla scena new wave jugoslava a cavallo tra gli anni settanta e i primi anni ottanta. Il regista, allora adolescente parte da un punto di vista molto intimo e personale, senza rinunciare a qualche riflessione sui mutamenti sociali e politici che investivano il paese, seppure in maniera discreta. I giornaletti universitari della gioventù socialista cominciano ad avere copertine sempre più strane, la morte di Tito fa cadere tutte le certezze, si viene a sapere che il paese ha un debito mastodontico con il Fondo Monetario Internazionale, mentre dal basso c'è un grande fermento culturale e voglia di cambiamento. Purtroppo la voglia di cambiare in termini politici e di potere l'hanno saputa esprimere soltanto i nazionalisti, ma questa è un'altra storia (...)