Profezie rock

Nel 1990 esce il penultimo album degli EKV (Ekatarina Velika), uno dei gruppi più conosciuti ed amati della ex YU. Il titolo dell'album si riferisce ai proiettili esplosivi, cosiddetti "dum-dum" in serbo-croato, vietati dalla Convenzione di Ginevra; in copertina c'è un tizio schizzato a petto nudo che si punto una pistola di grosso calibro alla tempia (vedi la foto). Album è particolarmente tetro, molto dark-rock, a differenza dei lavori precedenti più synth-pop. L'album inizia a circolare all'inizio della guerra civile, la canzone particolarmente gettonata è "Idemo" (Andiamo), parla del risveglio in un incubo, del ponte che è stato distrutto, dei villaggi bruciati, del fiume insanguinato, tutto in un incastro di parole che evocava alla perfezione gli scenari che si stavano aprendo. Si direbbe una profezia, anzi lo è. Poi ogni uno interpreti come vuole il significato di questa parola: l'intuito, una previsione in base alle analisi razionali, il sesto senso, la telepatia, la capacità di cogliere nell'immaginario i sentori di migliaia di persone, non importa. Questa canzone mi rimarrà impressa nella mente come la colonna sonora dei primi bollettini di guerra. Ai tempi non sembrava che in molti cogliessero questa profezia, forse perchè nessuno voleva ancora accettare la dura realtà. Ecco la traduzione, forse un po' grossolana. 

 (Continua)