"Invisible Nation"
Credo
che un po' ovunque in giro per il mondo, o almeno nella vecchia
Europa, negli ultimi anni ci sia il desiderio da parte di molti di recuperare la memoria di ciò che fu
la genesi delle controculture nei propri territori. Sui beatniks,
sugli hippies e sul movimento punk nelle grandi metropoli si è
scritto molto, tuttavia c'è ancora molto da scoprire sulle
situazioni cosiddette minori, particolari o di provenienza
periferica. Situazioni in cui la presenza di una "scena"
underground, di qualche fanzine o di un concerto scandalo ha
significato molto, influenzando fortemente l'immaginario delle
prossime generazioni, stimolandole ad uscire dal conformismo della
cultura di massa. (Continua)